Ansia nei bambini: sintomi, cause e come riconoscerla davvero

bambino con la testa tra le mani e curvo ad ad indicare, paura, ansia

Ansia nei bambini: sintomi, cause e come riconoscerla davvero

Confondere capricci, pianti disperati, forti reazioni oppositive è quel che accade quando non si riconoscono i disagi causati dell’ansia nei nostri figli. I bambini la mostrano attraverso azioni ed emozioni invece che con le parole. Rispondere in modo funzionale e non con frustrazione aiuta la sua soluzione.

Scopriamo insieme quindi:

  • Cos’è l’ansia nei bambini
  • i sintomi dell’ansia
  • Come riconoscerli
  • Le tentante soluzioni disfunzionali

Perché l’ansia si manifesta nei bambini? Le cause principali

Cos’è l’ansia nei bambini?

L’ansia è la risposta del corpo a un pericolo. Quando qualcosa ci spaventa, ci fa paura, il corpo mette in atto una serie di meccanismi fisiologici per proteggersi da quella minaccia. Questa è naturale e utile quando è momentanea e non persistente. In caso contrario l’ansia può paralizzare. La paura provata dal bambino è percepita quindi come vera pur in assenza di un vero pericolo reale. Essa persiste nel tempo e include sensazioni fisiche, emozioni e pensieri.

L’ansia infantile dunque:

  • persiste nel tempo,
  • coinvolge corpo, emozioni e pensieri,
  • può interferire con sonno, scuola, relazioni e routine quotidiane.

Sintomi dell’ansia nei bambini: come riconoscerli

L’ansia nei bambini può manifestarsi come:

1. Sintomi fisici di ansia nei bambini

  • difficoltà ad addormentarsi
  • mal di pancia
  • mal di testa
  • battito accelerato
  • sudorazione
  • tensione muscolare

Molti genitori interpretano alcuni di questi sintomi come “scuse”, ma a volte sono segnali dell’ansia

2. Segnali emotivi

  • irritabilità persistente
  • pianto frequente
  • preoccupazione continua
  • sensibilità alle critiche
  • crisi di rabbia o sconforto

Distinguere tra quali tra questi sono indicazione di “capricci” e quali legati all’ansia non sempre è facile.

3. Segnali comportamentali

Ci sono dei segnali comportamentali, ma che preferisco definirli come tentate soluzioni messe in atto dal bambino per cercare di placare l’ansia, così come quelle agite del genitore per alleviare le pene del figlio.

Le tentate soluzioni

1. Del bambino

  • evitamento della scuola, delle attività sociali, o altro
  • forte bisogno di rassicurazione
  • attaccamento eccessivo ai genitori
  • Mantenimento rigido di routine
  • perfezionismo o paura di sbagliare

Spesso questi comportamenti vengono scambiati per disobbedienza o mancanza di impegno. In realtà, sono strategie di sopravvivenza messe in atto dal bambino per sentirsi al sicuro.

 

2. Del genitore

  • Rassicurazione continua
  • Sminuire le paure
  • Accondiscendere agli evitamenti e alle routine
  • Arrabbiarsi come fossero capricci

Perché l’ansia si manifesta nei bambini? Le cause principali

L’ansia infantile non ha una sola causa. È il risultato di una combinazione di fattori:

1. Ambiente e cambiamenti

Traslochi, separazioni, perdite, cambiamenti scolastici o familiari possono creare insicurezza. Un bambino che vive troppi cambiamenti può diventare più silenzioso, irritabile o ritirato.

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2. Biologia e temperamento

Alcuni bambini sono più sensibili o reattivi per natura. La loro “soglia” di attivazione dello stress è più bassa e il loro sistema nervoso risponde in modo più intenso.

3. Apprendimento e comportamento dei genitori

I bambini imparano osservando. Se un genitore reagisce allo stress con ansia o allarme, il bambino può interiorizzare questo modello. Al contrario, adulti calmi e rassicuranti aiutano il bambino a gestire meglio le emozioni.

4. Bisogno di controllo e prevedibilità

L’ansia aumenta quando non si riesce a gestire gli imprevisti.  Il bambino che adotta routine rigide e un controllo dell’ambiente eccessivo fatica ad apportare modifiche generando così ansia. Eccesso di sicurezza che diventa un problema.

Cosa fare quando un bambino mostra ansia?

Riconoscere l’ansia è il primo passo. Per aiutare davvero un bambino ansioso dobbiamo decidere se quel che succede sono capricci o ansia perché così il genitore può mettere in atto soluzioni funzionali come: 

  • Osservare, come e quando avvengono i segnali, con chi, etc.;
  • smettere di calmare la reazione, perché questa aumenta ancora, se sta esplodendo è meglio lasciarla esaurire in fretta;
  • Accogliere ma non rassicurare
  • Cercare di essere empatici,  esempio evitare di arrabbiarsi come fossero capricci perché non fa sentire capiti

L’obiettivo non è eliminare immediatamente l’ansia, ma aiutare il bambino a sentirsi sostenuto e compreso.

Conclusione

L’ansia nei bambini è un segnale che qualcosa li spaventa.  Comprendere i comportamenti ansiosi, può trasformare la frustrazione provata in tentate soluzioni funzionali al problema.

Se vivi a Rovigo, Venezia o Padova e sospetti che tuo figlio stia vivendo ansia o difficoltà emotive, posso aiutarti.
Nel mio lavoro con bambini e genitori, utilizzo strumenti specifici per riconoscere l’ansia infantile e intervenire in modo funzionale, senza rinforzare le paure o gli evitamenti.

6 modi costruttivi su come punire i figli senza minare la loro autostima

Riporto questo articolo della Dr.ssa Amy Morin, psicoterapeuta e autrice del libro “13 Things mentally strong people don’t do

Avere disciplina con i figli non significa farli sentire sbagliati nei confronti di loro stessi. Le punizioni che fanno vergognare i figli sono anzi inutili. Queste dovrebbero insegnare che quello che è stato fatto è sbagliato, ma senza far sentire il bambino sbagliato per quel che è come persona. Per fare un esempio frasi come “ te l’avevo detto di stare attento, sei il solito incapace”, dicono molto su cosa bisognerebbe evitare di fare.

La disciplina da impartire ai figli è sempre un argomento scottante in famiglia

  1. Evitare etichette. Qui parliamo sia di quelle negative che di quelle positive, esempio “ecco il mio piccolo scienziato”. In questo modo il bambino potrebbe non perseguire i suoi interessi nella musica, magari essendoci anche più portato. Etichette negative ripetute come “sei il solito combina guai” altro non fa che creare una profezia che si autodetermina. Il bambino costruirà un’immagine di se che non farà altro che confermare tale affermazione (n.d.a).
  2. Separare il comportamento dalla persona. Noi dobbiamo punire il comportamento facendo comunque sentire che non è il bambino sbagliato diverso è quindi dire “sei un cattivo ragazzo” da “non è stata una buona scelta”
  3. Loda gli sforzi e non i risultati. Quando diciamo “bravo hai preso 10 oggi”, il ragazzo o la ragazza può pensare che per avere una tale attenzione debba sempre avere tale risultato. Potremmo invece dire “ho visto che ti sei impegnato molto per quel compito!” rafforzando così la loro autostima e la fiducia nelle loro capacità diminuendo l’ansia da prestazione.
  4. Facciamolo apprendere anziché punire. Una cattiva punizione è peggio che una non-punizione e in questo caso è meglio insegnare lui che ci sono delle conseguenze rispetto al suo comportamento, questo l’aiuterà ad evitare lo stesso errore nel futuro. Chiaramente l’insegnamento deve essere con un linguaggio e un modo adatti all’età altrimenti si corre il rischio che il bambino non capisca.

Altre indicazioni che aggiungo sulla base della mia esperienza:

  1. Le minacce devono essere portate a termine. Le minacce a vuoto, senza conseguenze sono assolutamente inutili perché creano nel bambino l’idea che nulla può succedere in conseguenza ad un determinato comportamento. In sostanza non sortiscono alcun effetto.
  2. Evitare di fare confronti. Dire “sei come…” o “hai visto gli altri che bravi che sono” è abbastanza frustrante per un bambino e lo mette in una condizione di sentirsi sbagliato non per quello che ha fatto, ma per com’è. I bambini sono unici e vanno aiutati ad esserlo, insegnando loro il modo più utile per diventarlo nel rispetto di sé e degli altri.