Introduzione
“Non è mai successo. Nemmeno una volta.”
“Succede solo da sola. Con un partner non ci riesco.”
“Prima andava. Poi, a un certo punto, ha smesso.”
L’anorgasmia femminile è una disfunzion sessuale diffusa, e fra le più silenziose. Molte donne convivono con questa difficoltà per anni senza mai parlarne, né con il partner né con un medico.
Il senso di colpa è un compagno costante nelle donne che presentano tale disturbo. Per fortuna questo problema è risolvibile, con cause precise e che si può affrontare per avere una vita sessuale soddisfacente.
Cos'è l’anorgasmia
L’anorgasmia è la difficoltà persistente o ricorrente a raggiungere l’orgasmo, nonostante una stimolazione sessuale adeguata, che causa disagio significativo alla persona.
Il DSM-5 (APA, 2013) la classifica come Disturbo dell’Orgasmo Femminile (Female Orgasmic Disorder) e distingue tra:
- anorgasmia primaria (lifelong): l’orgasmo non è mai stato raggiunto
- anorgasmia secondaria (acquired): l’orgasmo era presente e si è perso
- anorgasmia situazionale: l’orgasmo è possibile in alcune condizioni (ad esempio durante la masturbazione) ma non in altre (ad esempio con un partner)
- anorgasmia generalizzata: assente in qualsiasi contesto
Questa distinzione è clinicamente importante perché orienta il lavoro terapeutico in modo molto diverso a seconda del tipo.
Quanto è diffusa
L’anorgasmia femminile è tra le disfunzioni sessuali più frequenti nella popolazione femminile. I dati della ricerca indicano che il 10-15% delle donne non ha mai raggiunto l’orgasmo (anorgasmia primaria), mentre una percentuale molto più alta, fino al 40% secondo alcune stime riferisce difficoltà ricorrenti o situazionali (Brotto et al., 2016; Shifren et al., 2008). Infatti Uno studio su larga scala (Laumann et al., 1999) ha documentato che il 24% delle donne americane riferisce difficoltà a raggiungere l’orgasmo nell’anno precedente. Dati analoghi emergono dagli studi europei.
Nonostante la prevalenza, la maggior parte delle donne non ne parla con nessuno, né con il partner, né con il ginecologo, né con uno psicologo. Il senso di colpa e vergogna, come se fossero rotte o sbagliate fa in modo che rimanga il veto del silenzio su questo aspetto invece molto importante per il benessere personale e relazionale.
Le cause: un quadro complesso
L’anorgasmia raramente ha una causa unica. La ricerca descrive un quadro multifattoriale (Brotto & Goldmeier, 2015). Specificatamente abbiamo:
Fattori biologici: alterazioni ormonali (menopausa, post-partum, assunzione di contraccettivi orali o antidepressivi SSRI), patologie neurologiche, condizioni che riducono la sensibilità genitale.
Fattori psicologici: ansia, depressione, immagine corporea negativa, difficoltà a “lasciarsi andare”, paura di perdere il controllo, storia di esperienze sessuali negative o traumatiche.
Fattori relazionali: comunicazione assente sulla sessualità, pressione percepita da parte del partner, sensazione di dover “performare”, dinamiche di potere nella coppia.
Fattori culturali e educativi: credenze negative sulla sessualità femminile, senso di colpa, tabù, scarsa educazione sessuale, miti sull’orgasmo che creano aspettative irrealistiche.
Un elemento centrale in molti casi è quello che i ricercatori chiamano “spectatoring” ovvero l’abitudine a osservarsi durante l’atto sessuale invece di viverlo. La mente si distacca dal corpo, monitora la performance, e questo interrompe il processo fisiologico che porta all’orgasmo (Masters & Johnson, 1970).
Il ruolo dell'ansia e del controllo
Nella prospettiva della terapia breve strategica, l’anorgasmia situazionale e secondaria segue spesso una logica precisa: il tentativo di controllare o “far succedere” l’orgasmo è esattamente ciò che lo blocca.Si vuol far diventare un meccanismo naturale a comando. Insomma la sequenza tipica diventa:
- si inizia con un prima difficoltà, che diventa preoccupazione, la quale porta all’aumento dell’attenzione.
- il piacere lascia il posto alla performance con conseguente ansia anticipatoria.
- ora la tentata soluzione del cercare di fare di più che in questo caso è quella del “riuscire” trasforma la difficoltà in problema. Si perde in contatto con le proprie sensazione e si è in preda all’ansia.
L’orgasmo, e il piacere sessuale in generale, è governato dal sistema parasimpatico quello che ci fa rilassare per intenderci. In altre parole l’orgasmo richiede abbandono e non controllo altrimenti diventa difficile.
Paradossalmente, più la donna si sforza di raggiungere l’orgasmo, più allontana le condizioni che lo rendono possibile (Nardone & Rampin, 2015).
Anche Barlow (1986) ha documentato come l’ansia da prestazione interferisca direttamente con la risposta sessuale femminile in modo analogo a quanto avviene negli uomini con la disfunzione erettile.
Miti e aspettative che aggravano il problema
La cultura sessuale, film, serie TV, pornografia, ha costruito miti sull’orgasmo femminile facendo sentire le donne che ne soffrono ancora più inadeguate e in colpa. e aumenta in loro la pressione.
Analizziamo alcuni miti:
- l’orgasmo è sempre sempre facile, e intenso
- esiste un orgasmo vero vaginale vs clitorideo
- entrambi i partner debbano raggiungere l’orgasmo simultaneamente
- se non si raggiunge l’orgasmo “qualcosa non funziona” nella donna o nella coppia nel partner.
A tal proposito la ricerca mostra che l’orgasmo si può raggiungere si per sla stimolazione clitoridea che vaginale e che gli orgasmi, in termini di intensità sensazioni, etc, sono diversi da persona a persona (Lloyd, 2005, King, 2015, Bernorio, 2017)
Questi miti generano aspettative irrealistiche che aumentano l’ansia, frustrazione e ancora l’idea che qualcosa di sbagliato in noi ci sia.
Il peso sulla relazione di coppia
L’anorgasmia raramente rimane un problema individuale. Nel tempo coinvolge la coppia. La donna spesso inizia a fingere l’orgasmo per non deludere il partner, per evitare conversazioni difficili, per “chiudere” l’intimità. La ricerca stima che tra il 50 e il 67% delle donne abbia finto l’orgasmo almeno una volta (Muehlenhard & Shippee, 2010, Bernorio, 2017).
Se questa soluzione diventa persistente si crea crea un circolo disfunzionale: non penso più al piacere, ma solo alla finzione scollegandomi così ancor di più dalle sensazioni e inibendo ancora l’orgasmo. Contemporaneamente si evitano i rapporti, la comunicazione si impoverisce e cominciano le tensioni nella coppia. Con il tempo quindi l’intimità sessuale può diventare una fonte di tensione invece che di piacere, e gli evitamenti diventano più frequenti. (Basson, 2005, Nardone 2007).
Come si lavora sull'anorgasmia
Il trattamento più efficace è multidimensionale e varia in base al tipo e alle cause dell’anorgasmia. Innanzitutto vanno escluse cause di tipo organico, quali ormonali, farmacologiche, etc. Si lavora poi su:
esplorazione corporea: recuperare la conoscenza del proprio corpo e delle proprie risposte sessuali, ridurre lo spectatoring, aumentare la consapevolezza delle sensazioni. Tecniche di mindfulness sessuale hanno mostrato efficacia significativa (Brotto et al., 2016) o di Mind Body Connection dell’AISPA (Bernorio 2017).
Interrompere le tentate soluzioni disfunzionali: nella prospettiva breve strategica, si lavora sulle tentate soluzioni che mantengono il blocco, ossia cercare di controllare il proprio corpo e soprattutto il cercare attivamente l’orgasmo.
Lavoro sulle credenze: modificare aspettative irrealistiche, ridurre il senso di colpa, costruire una relazione più libera con la propria sessualità.
Comunicazione sessuale: imparare a esprimere bisogni e preferenze al partner senza aspettarsi che lui sappia già.
Coinvolgimento della coppia: quando la difficoltà ha una componente relazionale, lavorare con entrambi i partner produce risultati significativamente migliori (Meston et al., 2004).
Quando rivolgersi a uno specialista
Può essere utile chiedere supporto se:
- non hai mai raggiunto l’orgasmo e questo ti pesa
- l’orgasmo era presente e si è perso
- riesci a raggiungere l’orgasmo da sola ma non con un partner
- fingi l’orgasmo regolarmente e senti che questo crea distanza
- l’ansia o il senso di inadeguatezza stanno influenzando la tua sessualità o la tua relazione
Ricevo come psicologo, psicoterapeuta e sessuologo a Rovigo, Padova, anche online. Lavoro sia con singole donne che con coppie.
Domande frequenti sull'anorgasmia femminile
L’anorgasmia è permanente? No. Con il trattamento giusto la grande maggioranza delle donne vede miglioramenti significativi.
È colpa del mio partner se non raggiungo l’orgasmo? Non è una questione di colpa. L’orgasmo femminile dipende da molti fattori sia fisici, psicologici, che relazionali e si lavora su tutti.
Devo fare una visita ginecologica prima? È utile per escludere cause organiche o farmacologiche. Il sessuologo e il ginecologo lavorano su piani complementari.
Fingere l’orgasmo è un problema? Se è occasionale no. Se è sistematico, allontana dal proprio piacere e impoverisce la comunicazione sessuale nella coppia.
Bibliografia
Bernorio, R., et al., (201/). Il piacere al femminile. Franco Angeli ed.
Masters, W. H., & Johnson, V. E. (1970). Human Sexual Inadequacy. Little, Brown.
Meston, C. M., et al. (2004). Women’s orgasm. Annual Review of Sex Research, 15, 173–257.
Nardone, G., & Watzlawick, P. (2004). Brief Strategic Therapy. Rowman & Littlefield.
Rampin, M., & Nardone, G. (2015). Quando il sesso diventa un problema. Ponte alle grazie.
Scritto da Alberto Castello Sessuologo e Psicoterapeuta a Rovigo, Padova e online


