Introduzione
“Voglio fare l’amore con il mio partner. Ma il mio corpo non lo permette.”
“Ogni volta è un dolore. Ho paura anche solo di provarci.”
“Ho fatto tutti gli esami. Non trovano niente. Eppure fa male.”
Queste sono le frasi che più spesso sento dire nel mio studio di sessuologia a Rovigo e Padova.
Vaginismo e dispareunia sono tra le disfunzioni sessuali femminili più difficili da riconoscere, e più cariche di silenzio, vergogna e incomprensioni mediche.
Non è una scelta. E soprattutto: non è un limite definitivo.
Cos'è il vaginismo
l vaginismo è una disfunzione sessuale caratterizzata da contrazioni involontarie della muscolatura del pavimento pelvico che rendono difficile o impossibile la penetrazione sia durante i rapporti sessuali che durante l’inserimento di un tampone o durante una visita ginecologica.
Ricorrente o persistente spasmo involontario della muscolatura del terzo esterno della vagina, che interferisce col rapporto sessuale. L’intensità dello spasmo viene descritto in cinque gradi.
La contrazione non è volontaria. La persona non la controlla. Spesso non ne è nemmeno consapevole fino a che non tenta la penetrazione.
Secondo il DSM-5 (APA, 2013), il disturbo da penetrazione genitale-pelvica (che include il vaginismo) è caratterizzato da difficoltà persistente o ricorrente a tollerare la penetrazione vaginale, con dolore o contrazione muscolare, che causa disagio significativo.
Cos'è la dispareunia
La dispareunia intronatale è il dolore genitale persistente associato ai rapporti sessuali penetrativi più o meno profondi. Può coinvolgere la zona vulvare esterna oppure il dolore può essere più profondo, pelvico. L’ipertono del muscolo pubo viscerale del pavimento pelvico è spesso coinvolto.
A differenza del vaginismo dove il problema è la contrazione che impedisce la penetrazione nella dispareunia la penetrazione può avvenire, ma è dolorosa. Spesso la dispaurenia introitale profonda, ha molte più cause organiche ed è per questo che può beneficiare di più di un approccio medico o chirurgico. Circa il 20-30 % invece ha cause psicologiche come difficoltà di coppia, ansia, etc. Anche nel caso sia causata da una condizione medica può essere comunque utile associare un terapia psicologica.
Spesso le due condizioni coesistono o si sviluppano l’una dall’altra: il dolore da dispareunia porta a una contrazione protettiva che diventa vaginismo (Bergeron et al., 2015).
Quante donne ne soffrono
I dati sulla prevalenza variano in base ai criteri diagnostici, ma la ricerca indica:
- vaginismo: 0.5–1% nella popolazione generale, con picchi significativi nelle giovani donne sessualmente attive
- dispareunia/dolore vulvo-vaginale: 8–21% delle donne in età riproduttiva (Bornstein et al., 2016)
- in molti casi il problema resta non diagnosticato per anni perché le donne non ne parlano, o perché le loro lamentele vengono minimizzate
Una revisione sistematica del 2021 (Sorensen et al.) ha confermato che il dolore cronico genitale nelle donne è significativamente sottodiagnosticato e sottotrattato, anche in contesti medici avanzati.
Le cause: un quadro multifattoriale
Né il vaginismo né la dispareunia hanno una causa unica. La ricerca attuale descrive un quadro biopsicosociale complesso (Bornstein et al., 2016):
Fattori biologici: infezioni genitali ricorrenti, alterazioni ormonali (menopausa, post-partum, contraccettivi orali), condizioni dermatologiche vulvari, varianti anatomiche, cicatrici post-chirurgiche.
Fattori psicologici: ansia, paura anticipatoria del dolore, storia di traumi sessuali, relazione difficile con il proprio corpo, credenze negative sulla sessualità.
Fattori relazionali: dinamiche di coppia, pressione percepita, comunicazione assente sulla sessualità, sensazione di dover “funzionare” per il partner.
Il circolo vizioso tipico: il primo episodio di dolore genera paura anticipatoria, che produce tensione muscolare, che produce più dolore, che produce più tensione. Ne consegue che il dolore aumenta con il risultato dell’evitamento dei rapporti. A lungo termine anche il solo pensiero dell’intimità attiva la contrazione (Reissing et al., 2004), Rampin (2015).
Il peso psicologico: vergogna, colpa e isolamento
l vaginismo e la dispareunia portano con sé un carico emotivo spesso più pesante del sintomo fisico.
Le donne che ne soffrono riferiscono frequentemente:
- vergogna intensa e sensazione di essere “rotte” o “anormali”
- senso di colpa verso il partner “gli sto facendo del male non potendo stare con lui”
- isolamento: il problema non si dice a nessuno, neanche al medico
- impatto sull’autostima e sull’identità femminile
- difficoltà relazionali: evitamento dell’intimità, tensioni con il partner
Lahaie et al. (2015) hanno documentato come le variabili psicologiche in particolare la paura catastrofica del dolore e il basso senso di autoefficacia sessuale siano predittori più robusti della disfunzione di molti fattori biologici.
L'impatto sulla coppia
Il vaginismo e la dispareunia raramente restano un problema individuale. Con il tempo coinvolgono la coppia nella sua interezza.
Il partner spesso non sa come comportarsi: non vuole forzare, ma si sente rifiutato, altre volte cerca strategie per riuscire ad avere il rapporto che no fanno altro che peggiorare la situazione e generare più ansia, dolore ed evitamento. Ancor più questo circolo evitante riduce progressivamente l’intimità fisica e emotiva (Bergeron et al., 2015).
La coppia può smettere di parlarne, creando distanza. L’intimità sessuale sparisce. Quello che era un problema sessuologico diventa un problema relazionale più ampio.
Come si tratta: l'approccio multidisciplinare
Il trattamento più efficace del vaginismo e della dispareunia è multidisciplinare e combina:
Fisioterapia del pavimento pelvico: lavoro specifico sulla muscolatura pelvica, tecniche di rilassamento progressivo, esercizi graduali con dilatori.
Intervento sessuologico e psicologico: lavoro sulla paura anticipatoria, sulle credenze disfunzionali, sull’immagine corporea, sul senso di controllo e autoefficacia sessuale. Lavora a tutti gli effetti sulle tentate soluzioni che contribuiscono a mantenere il problema invece che risolverlo.
Coinvolgimento della coppia: quando presente, lavorare con il partner riduce la pressione, migliora la comunicazione e i risultati del trattamento.
Nella prospettiva della terapia breve strategica (Nardone & Watzlawick, 2004), si lavora in particolare sulle tentate soluzioni che mantengono il problema soprattutto l’evitamento e il controllo dell’ansia che paradossalmente amplificano la contrazione. I risultati hanno confermato come questo tipo di terapia sia molto efficace nella riduzione significativa del dolore e della fobia e dell’ansia associata.
Quando rivolgersi a uno specialista
Può essere utile chiedere supporto se:
- provi dolore o difficoltà alla penetrazione da più di qualche mese
- il problema sta influenzando la tua relazione o la tua autostima
- hai evitato i rapporti o qualsiasi forma di intimità per paura
- hai già fatto accertamenti medici senza trovare una causa organica
- senti vergogna o imbarazzo a parlarne con il partner, con il medico, con chiunque
Ricevo come psicologo, psicoterapeuta e sessuologo a Rovigo, Padova, e anche online. Lavoro in collaborazione con specialisti del pavimento pelvico per un approccio integrato.
Domande frequenti su vaginismo e dispareunia
l vaginismo è curabile? Sì. Con un approccio multidisciplinare i risultati sono molto buoni — la maggior parte delle donne supera il problema.
È colpa mia se non riesco a fare sesso? No. Il vaginismo è una risposta involontaria del corpo. Non è una scelta né un segnale che non ami il tuo partner.
Devo fare una visita ginecologica per diagnosticarlo? È utile escludere cause organiche. Tuttavia la diagnosi è principalmente clinica e può essere fatta anche in ambito sessuologico.
Il mio partner deve venire in terapia? Non è obbligatorio, ma il coinvolgimento del partner migliora significativamente i risultati del trattamento.
Bibliografia
Scritto da Alberto Castello Sessuologo e Psicoterapeuta a Rovigo e Padova


