Eiaculazione precoce e ansia: come il controllo crea il problema

Introduzione

“Più cerco di controllarmi, più succede subito.”

Questa è una delle frasi che ascolto più spesso nel lavoro clinico di sessuologo e psicoterapeuta nel mio studio di Padova e Rovigo  con uomini che vivono difficoltà legate all’eiaculazione precoce.

Generalmente in tanti pensano che il problema sia:

  • mancanza di controllo
  • eccessiva sensibilità
  • inesperienza
  • “funzionare male”

In realtà, molto spesso il problema si costruisce attraverso un meccanismo psicologico preciso. Paradossalmente: più una persona cerca di controllare l’eiaculazione, più è facile avere l’orgasmo e di conseguenza che il problema si mantenga.

L’eiaculazione precoce non riguarda soltanto il corpo. Entra a far parte del gioco anche ansia, attenzione, controllo e paura.

Ed è proprio questo circolo che spesso trasforma un episodio occasionale in una difficoltà stabile (Barlow, 1986; McMahon et al., 2008, Nardone, et al., 1997).

Eiaculazione precoce: di cosa parliamo davvero

L’eiaculazione precoce è una delle difficoltà sessuali maschili più diffuse.

Secondo il Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (APA, 2013), si parla di eiaculazione precoce quando:

  • l’eiaculazione avviene sistematicamente troppo rapidamente
  • la persona percepisce perdita di controllo
  • la situazione genera disagio o difficoltà relazionali

Ma nella pratica clinica il problema non è solo “quanto tempo”. Ricordiamo che il tempo è relativo e non necessariamente poco tempo significa “precoce” 

Il nodo centrale è: il cercare di controllarsi e la paura di non riuscire.

A seguito molti uomini iniziano infatti a vivere il rapporto sessuale come continue prove con coseguente ansia e forte disagio emotivo (Rowland et al., 2010, Rampin, 2015). La letteratura evidenzia infatti come l’ansia da prestazione sia uno dei principali fattori psicologici coinvolti nell’eiaculazione precoce situazionale (Rowland et al., 2010; Brotto, 2016).

Come nasce il problema: il primo episodio

Molto spesso tutto parte da un episodio assolutamente normale.

Può succedere in momenti di:

  • forte desiderio
  • stress
  • stanchezza
  • nuova relazione
  • paura di fare brutta figura

Una difficoltà occasionale diventa ricorrente. Da qui nasce Il problema.vLa persona inizia a pensare: e se succede ancora? – devo controllarmi di più – non devo venire subito

Da quel momento il rapporto non è più spontaneo e  col tempo si instaura una profezia che si autodetermina (Nardone, 2014). In seguito al monitoraggio si insinua anche  ansia anticipatoria come descritto da Craske & Barlow, 1988.

 

l controllo: la tentata soluzione che mantiene il problema

La reazione più comune è il controllo. La fra più comune che ci si dice è: – “Devo imparare a controllarmi.”

E quindi iniziano tentativi continui di controllare le sensazioni, i quali non fanno altro che far aumentare quelle piacevoli sensazioni. Oltre a ciò si cerca di distrarsi mentalmente, bloccare l’eccitazione, monitorarsi continuamente. Queste sono alcune delle tentate soluzioni che portano al paradosso del controllo, ossia, più cerco e meno ci riesco.

Secondo il modello strategico di Giorgio Nardone, molte difficoltà psicologiche si mantengono proprio attraverso le “tentate soluzioni” che la persona mette in atto per risolvere il problema (Nardone, 2014) e come si è dimostrato l’eiaculazione precoce ne è un buon esempio.

Quando il sesso diventa una prestazione

A un certo punto il rapporto sessuale smette di essere vissuto come esperienza.

Diventa una verifica.

La persona inizia a osservarsi continuamente:

  • sto resistendo?
  • quanto manca?
  • sto perdendo il controllo?
  • cosa penserà l’altra persona?

Questo fenomeno è stato definito spectatoring da William Masters e Virginia Johnson (1970).

In pratica:

si smette di vivere il corpo per iniziare a guardarsi dall’esterno.

E questo interrompe la naturale regolazione dell’eccitazione.

La focalizzazione costante sulla performance aumenta infatti ansia e iperattivazione fisiologica (Barlow, 1986).

Il ruolo dell’evitamento e della vergogna

Con il tempo molte persone iniziano gli evitanti. I rapporti sono il primo e a seguire intimità, nuovi partner qualora non si fosse in relazione fissa. 

Da questo momento in poi è possibile si sviluppino rituali, focalizzazione ossessiva, depressione. L’evitamento infatti riduce momentaneamente l’ansia, ma rafforza la paura nel tempo (Craske et al., 2014).

Anche la vergogna e la paura del giudizio possono aumentare il monitoraggio mentale e la tensione sessuale (Brotto, 2016).

Quando il problema coinvolge la coppia

L’eiaculazione precoce raramente resta un problema individuale. Con il tempo può influenzare la relazione di coppia. La mancanza d’intimità, spontaneità, desiderio e sicurezza favorisce il conflitto e le incomprensioni.

Molti uomini iniziano a sentire paura del giudizio, senso di inadeguatezza, vergogna, frustrazione. In seguito anche il partner entra in questo vortice evitando il tema, rassicurando non facendo altro che favorire il problema:

La ricerca mostra come le difficoltà sessuali abbiano frequentemente effetti relazionali reciproci nella coppia (McCarthy & Farr, 2012).

Come si lavora davvero sull’eiaculazione precoce

Il lavoro terapeutico non consiste nell’imparare a “resistere di più”. Molto spesso significa fare l’opposto:

  • ridurre il controllo
  • interrompere i meccanismi ansiogeni
  • modificare le tentate soluzioni disfunzionali
  • togliere la logica della prestazione

In terapia sessuale e strategica il focus non è solo il sintomo. È il modo in cui il problema viene mantenuto nel tempo.

Quando si interrompe il circolo ansia-controllo-prestazione, il sistema può tornare progressivamente più spontaneo (Nardone, 2014; Brotto, 2016).

Quando rivolgersi a uno psicologo o sessuologo

Può essere utile chiedere supporto se:

  • vivi ansia prima dei rapporti
  • senti di dover controllare continuamente
  • eviti l’intimità
  • il problema è diventato ricorrente
  • la situazione influisce sulla relazione o sull’autostima

Un percorso psicologico e sessuologico può aiutare a interrompere i meccanismi che mantengono il problema.

Ricevo come psicologo, psicoterapeuta e sessuologo a Rovigo, Padova, e anche online.

Se ti riconosci in queste dinamiche,

Domande frequenti sull’eiaculazione precoce

L’eiaculazione precoce è sempre psicologica?

No. Possono esserci anche fattori biologici e fisiologici. Tuttavia ansia, controllo e pressione psicologica sono molto frequentemente coinvolti.

Più cerco di controllarmi, più peggiora: è normale?

Sì. Il controllo eccessivo aumenta le sensazioni, mantenendo il problema.

L’ansia può davvero causare eiaculazione precoce?

Sì. Ansia a causa del tentativo di controllo. 

Bibliografia

Scritto da Alberto Castello Sessuologo e Psicoterapeuta a Rovigo e Padova

Foto di Gustavo Fring da Pexels