Introduzione
Non è logico, lo so, ma appena si chiudono le porte mi manca l’aria. e ho bisogno di scappare”
Sento spesso, nella mia pratica di psicologo e psicoterapeuta, frasi come questa.
La paura dell’ascensore è molto più comune di quanto si pensi.
Per alcune persone è un fastidio gestibile. Per altre diventa una limitazione concreta nella vita quotidiana. Si fanno le scale anche al decimo piano. Si evitano hotel. Si prova imbarazzo sul lavoro.
Una fobia specifica che porta con se un carico d’ansia che si è strutturato nel tempo.
Parliamo di claustrofobia o fobia specifica?
Dipende, perché se ho paura solo degli ascensori si parla quindi di una fobia specifica, ma in genere una paura di questo tipo viene estesa anche ad altri contesti diventando quindi claustrofobia.
Si possono avere diverse spiegazioni:
- paura di restare bloccati
- paura di soffocare
- paura di perdere il controllo
- paura di star male
Spesso il problema non è lo spazio chiuso in sé, ma la sensazione di non poter uscire, rimanere intrappolati la dentro, di non avere controllo e una via di fuga.
Il cervello interpreta la situazione come pericolosa, anche se razionalmente sappiamo che non lo è.
Cosa succede nel corpo quando i avvicino ad un ascensore
Si attiva l’allarme interno il quale fa:
- aumentare il battito cardiaco
- respirare poco e velocemente
- attivare sudorazione e tensione
- comparire la sensazione di “sto per svenire” o “di morire”
Questi segnali vengono interpretati come prova che qualcosa non va la cui conseguenza è l’aumento dell’ansia.
Si crea un’associazione dove l’ascensore è uguale a pericolo.
Il ruolo dell’evitamento
La soluzione più immediata è evitare.
Fare le scale. Inventare scuse per non prenderlo. Nel breve periodo funziona.
Nel lungo periodo rafforza la paura.
Ogni evitamento conferma al cervello che l’ascensore è davvero pericoloso.
A questo riguardo, la letteratura scientifica evidenzia il ruolo dell’evitamento nel mantenimento dell’ansia e conferma l’efficacia dell’esposizione graduale nel trattamento (Craske et al., 2014; Ougrin, 2011, Nardone, G. 1977
Perché la paura può peggiorare nel tempo
La mente inizia ad anticipare:
“E se resto bloccato?” “E se mi sento male?” “E se nessuno mi aiuta?” “E se mi succede da altre parti?”
L’ansia non nasce solo dentro l’ascensore, ma inizia prima.
Questa si chiama ansia anticipatoria ed è uno dei fattori che mantengono la fobia.
La paura può quindi peggiorare perché dilaga a macchia d’olio anche ad altre situazioni o luoghi aumentando così i luoghi insicuri.
Come si supera la paura dell’ascensore
Il trattamento consiste generalmente nel cambiare soluzioni disfunzionali con altre più funzionali.
Si lavora su:
- sistema percettivo reattivo
- comprensione della paura e dei suoi meccanismi
- esposizione graduale e strutturata
- ristrutturazione della cornice di pensiero che porta all’ansia
L’obiettivo è di trasformare la paura in coraggio.
Quando rivolgersi a uno psicologo e psicoterapeuta
Può essere utile chiedere supporto se:
- eviti sistematicamente gli ascensori
- la paura si sta estendendo ad altri contesti
- provi vergogna o senso di impotenza
- l’ansia interferisce con lavoro o relazioni
Un percorso psicologico permette di intervenire in modo mirato, evitando che la fobia si radichi ulteriormente.
Ricevo come psicologo e psicoterapeuta a Rovigo e Padova, anche con percorsi online.
Se senti che questo problema sta limitando la tua quotidianità,
Domande frequenti su ansia e ipercontrollo
La paura dell’ascensore è una fobia?
Può rientrare tra le fobie specifiche, soprattutto se comporta evitamento e forte ansia anticipatoria.
Posso superarla da solo?
In alcuni casi sì, ma quando l’evitamento è radicato è utile un percorso strutturato con uno psicologo.
È collegata agli attacchi di panico?
Spesso sì. L’ascensore può diventare il contesto in cui si teme di perdere il controllo.
Bibliografia
American Psychiatric Association (2013).
Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (5th ed.).
Definisce le fobie specifiche e i criteri diagnostici.
National Institute for Health and Care Excellence (2011).
Generalised anxiety disorder and panic disorder in adults: management.
Barlow, D. H. (2002).
Anxiety and Its Disorders. Guilford Press.o.
Craske, M. G., et al. (2014).
Maximizing exposure therapy: An inhibitory learning approach.
Behaviour Research and Therapy, 58, 10–23.
Craske, M. G., & Barlow, D. H. (1988).
A review of the relationship between panic and anticipatory anxiety.
Clinical Psychology Review, 8(6), 667–685.
Nardone, G. (2014) Paura, Panico e Fobie: la terapia in tempi brevi. Ponte alle grazie
Scritto da Alberto Castello Sessuologo e Psicoterapeuta a Rovigo, Padova e Venezia.
Foto di copertina di Ana Benet


